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mercoledì 5 novembre 2008

Italy cannot (at the moment)

Barack Obama ha vinto, è il nuovo presidente degli Stati Uniti: sono contento, rappresenta per molti un simbolo di speranza per un futuro migliore, per noi e per i nostri figli. Mi auguro che l'ondata di cambiamento arrivi anche qui in Italia. Là Internet ha fatto eleggere un uomo nuovo, qui è rimasta una "i" come altre due.

Abbiamo bisogno anche noi in Italia di uomini nuovi, di rinnovarci completamente. Ma mentre in tutti i paesi d'Europa e d'America avanza la gioventù, in Italia siamo comandati da tante persone inadatte, ormai avanti con l'età, a cui consiglierei, se vogliono veramente bene al Paese, di farsi urgentemente da parte.

Tutti, nessuno escluso.

P.S. per capire quanto conta l'Italia, nell'articolo della CNN in cui si descrive il mondo celebrare Obama, l'Italia è assente.

domenica 6 luglio 2008

L'eredità alle future generazioni


Questa mattina ho lasciato la mattinata libera a mamma, e Gabriele, Riccardo ed io siamo andati in bicicletta lungo l'Adda da Paderno fino a Trezzo.

Al di là dell'ammirazione che provo per il mio bimbo che a 4 anni e mezzo non si è fatto problemi a divorare tutti questi chilometri in sella al suo velocipide, Gabriele mi ha fatto tante domande sulle varie centrali idroelettriche che abbiamo incontrato, soprattutto la Bertini e la Esterle (foto in alto), e mentre il mio occhio si soffermava sullo stile austero e ottocentesco, ma solido e concreto come i nostri padri solevano fare, gli ho detto che questa è l'eredità che i nostri antenati hanno lasciato a noi, che siamo il loro futuro. Dopo avere chiarito che cosa siano gli "antenati", ho aggiunto che anche noi a nostra volta, dovremo lasciare in eredità delle cose, dei manufatti, delle realizzazioni anche d'ingegno, alle generazioni future, affinché a loro volta possano continuare a progredire.

Ho riflettuto tra me e me sul fatto che oggigiorno si fanno delle cose che durano veramente poco tempo, dalla porta del frigorifero (1 anno) al motore della lavastoviglie (6 anni). Ma soprattutto non si fanno più delle cose con una prospettiva a lungo termine, come una centrale idroelettrica.

Che cosa lascerò io, la mia generazione, in eredità futura? Niente che durerà più di cinque anni da oggi.

Foto: da Paolo da Reggio, Wikimedia Commons.

martedì 24 giugno 2008

L'equilibrio del sistema


Lo si studia in tutte le scuole, ma nei nostri governi sembra che nessuno sia andato a scuola, o per lo meno sembra che se lo siano dimenticato: un sistema, qualunque sistema, per essere stabile deve essere in equilibrio. Quando un sistema non è stabile, muta il suo stato tendendo comunque ad un equilibrio.

Per questo io mi arrabbio quando sento le dichiarazioni dei politici che dicono che "il paese deve crescere, facciamo queste politiche per generare più denaro, più denaro uguale più consumi, più consumi uguale paese che cresce", perché offendono le persone raccontando delle fandonie.

La crescita infinita non è possibile, non è sostenibile nemmeno eticamente perché le risorse di questo pianeta sono finite (tranne quelle basate sul sole, si intende).

La ricetta per sopravvivere è una sola: arrivare all'equilibrio e mantenerlo, governare l'equilibrio, facendo sì che il sistema in cui viviamo si autosostenga. Tutto quello che consumiamo deve essere in qualche maniera rimpiazzato, altrimenti comunque il sistema arrivrà ad un equilibrio, ma non ci piacerà per niente.


Fonte immagine: Entropia

martedì 10 giugno 2008

Qui lo dico

Sono proprio rare le vole in cui la politica entra nel mio blog, ma questa volta voglio proprio scrivere una mia previsione, cosicché ne rimanga traccia per il futuro.

Mi aspetto che tra qualche mese, o un paio d'anni, il ministro dell'economia, di fronte allo sfacelo dell'economia italiana e dei conti pubblici, si giustifichi dicendo che, sì, è vero, in campagna elettorale sono state fatte delle promesse, ma non le si è potute mantenere per intero, perché nessuno avrebbe potuto prevedere (a) l'aumento senza freni del prezzo del petrolio, (2) la recessione dagli Stati Uniti, che ha investito il mondo intero e (3) l'aumento incontrollato dei prezzi dei cereali.

Così potrò dire: io l'avevo predetto!

venerdì 18 aprile 2008

Un orologio con 4 lancette


Gabriele sa tutto sui giorni della settimana, quasi ogni mattina mi ricorda in che giorno della settimana siamo, con giorno del mese incluso. Io alla sua età penso non sapessi nemmeno dell'esistenza della settimana.

Adesso Gabriele vuole sapere come si legge l'ora, pertanto ho cominciato a spiegargli l'orologio e le sue tre lancette, indicandogli l'orologio che abbiamo in cucina. Ci è voluto un po' a spiegargli che cosa fossero le lancette e a che cosa servissero, e la prima volta ci ho messo un po' a fargli vedere che anche la più piccolina si muovesse.

Dopo le spiegazioni, Gabriele è rimasto a lungo a osservare l'orologio, lo guardava con aria un po' strana, e dopo qualche minuto mi ha detto: «Papi, ma le lancette sono quattro, non sono tre». «Gabriele, non è vero, contale bene». Lui le contava, e arrivava a quattro. Non sto a farvela lunga, comunque ha insistito così tanto nel dire che le lancette fossero quattro che alla fine mi sono reso conto che aveva proprio ragione: il nostro orologio della cucina ha quattro lancette.

La vedete anche voi, la quarta lancetta? La vedrete, se osserverete l'orologio con gli occhi di un bambino.

martedì 11 dicembre 2007

Nel nostro piccolo

Che cosa posso fare io per il pianeta? Me lo chiedo spesso e altrettanto spesso la risposta viene dal fatto che devo cambiare abitudini.

In questo senso, se tutti cambiassimo un po' le nostre abitudini, l'impatto delle nostre scelte sarebbe imponente. Per esempio, se tutti andassimo in bicicletta quelle volte che la bicicletta fosse sufficiente, non ne gioveremmo tutti? Se tutti prendessimo il detersivo alla spina, quante confezioni di plastica in meno ci sarebbero in giro? Se ...

Ecco perché penso che nel nostro piccolo si cambia il mondo.

P.S. nella foto, due poliziotti a S. Francisco presidiano un tratto ciclopedonale di baia.

giovedì 4 ottobre 2007

Memoria in immagini

Quale sorpresa abbiamo avuto nello scoprire che il vecchio cassettone della nonna celava un tesoro di 180 scatolette di diapositive, più un numero imprecisato di negativi! Che fare di tutte quelle piccole immagini impresse chissà quante volte sui muri di casa o su carta fotografica ormai perduta o ingiallita, vecchie anche di 40 anni?

Lì c'è il nostro passato, ricordi, memorie, ma anche finestre su di un mondo che non abbiamo mai conosciuto direttamente, che appartiene ai nostri genitori. Siamo stati subito d'accordo, Elena ed io: sono cose da preservare e tramandare, e se possibile recuperare e goderne.

Abbiamo fatto la spesa, acquistando attraverso Internet uno scanner semi-professionale per diapositive e pellicole (una rarità in questi tempi di foto digitali), e adesso che le immagini del passato prendono vigore e dettaglio con i moderni artifizi elettronici, sappiamo che sono stati soldi ben spesi.

Gli occhi sono diventati presto lucidi.