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domenica 28 novembre 2010

Milano in manutenzione

Chi, come me, in questi giorni percorre strade che coinvolgono il Cimitero Monumentale, si è reso conto del cantiere che è stato aperto e che mi costringe ad una notevole gincana tra sassi, buche, pozzanghere e amenità stradali varie. Il tutto per la linea 5 della Metropolitana. Mi chiedo quanto staranno aperti questi cantieri, considerando che quello per la fermata di Assago, dopo la fermata di Famagosta lingo la Linea 2, tratta interamente in superficie (e quindi non sotterranea), è da almeno il 2003 in costruzione e a tutt'oggi non ancora terminata.

Con soddisfazione ho visto che via Cenisio è stata riasfaltata, mi domando se è stato grazie alle mie reiterate proteste attraverso il sito web del Comune di Milano.

martedì 28 settembre 2010

Andare in bici può far male?

Ebbene sì, ho avuto almeno un paio di conseguenze alle mie spericolate avventure milanesi con il velocipede, redarguito da un ortopedico.


Innanzitutto ho una tendinite lato interno al ginocchio. Sinceramente non me ne sono mai accorto, finché l'ortopedico non mi ha schiacciato tale nervo durante la visita, a cui ho risposto con un "Ahi!". Sarà vero perché lo dice l'ortopedico, ma per il resto è tutto asintomatico. Soluzione consigliata: consulenza da parte di un diplomato ISEF sulla postura corretta da tenere in bicicletta.

In secondo, ho il quadricipite eccessivamente sviluppato rispetto al flessore causa pedalate, e questo può provocare uno squilibrio al menisco (che mi si è fessurato qualche tempo fa e infatti mi fa male). Diciamo subito che non si è fessurato per questo motivo, però tutto incide. La soluzione è il praticare della fisiokinesiterapia con un diplomato ISEF.

Vedremo.

mercoledì 13 maggio 2009

"Village d’Italia"

Trovo significativo che negli Stati Uniti sia in corso una seria riflessione su come poter fare a meno delle automobili, o comunque ridurne l'uso. Non sono una cosa strana articoli di dibattito come questo, e interessanti sono i confronti con altri paesi come in quest'altro. Sul New York Times, si badi bene.

Quest'ultimo in particolare mi ha mostrato come vedono l'Italia dall'estero: uno stato dove le regole non vengono rispettate. L'articolo racconta di come esistano località in Europa che vengano progettate per poter fare a meno il più possibile dell'auto, e di come queste esperienze vengano prese come riferimento anche in America, in particolare nel mettere a punto un villaggio vicino a San Francisco, Quarry Village. La persona leader dell'associazione che sta perorando il progetto, Sherman Lewis, ha affermato che se non ce la farà, sullo stesso posto sorgerà un villaggio in cui non ci saranno restrizioni all'uso dell'auto, e chiamerà questo posto "Village d’Italia".

lunedì 23 febbraio 2009

Piccola Milano


Durante la settimana appena trascorsa, sono stato per lavoro qualche giornata presso il Data Center di Telecom Italia a Rozzano, a sud di Milano. Inutile dire che ho sfruttato le belle giornate di sole che ci sono state, ancorché fredde, recandomi da Porta Garibaldi a Rozzano col fidato velocipede.

Ogni volta mi stupisco di quanto mi paia piccola la città di Milano, percorrendola sulle due ruote, a confronto di quando uso solamente i mezzi pubblici, e scopro sempre cose nuove che altrimenti non avrei veduto. Ho voluto fare un tratto di circonvallazione interna, raggiungendo l'Alzaia Naviglio Pavese attraversando il Parco delle Basiliche e Porta Ticinese. Ho visto che via Santa Croce è stata pedonalizzata nel tratto che ho percorso, e ho intravisto una lapide a ricordo sulla casa nativa del card. Borromeo. Mi pare che via Santa Croce sia rimasta pressoché intoccata da secoli, e così mi sono figurato una Milano molto più paesana, di qualche secolo fa, magari dei tempi di Renzo e della rivolta per il pane.

Usate la bici.

martedì 30 settembre 2008

Sempre più al lavoro in bicicletta

In Italia, con il prezzo del petrolio sempre più alto (non illudiamoci che il corrente prezzo, 97 USD, rimarrà così, arriveremo prima della prossima estate a 200 USD), l'unica cosa che il ministro Scajola sa fare è incentivare lo sfruttamento di giacimenti nostrani di idrocarburi, e le centrali nucleari, come ho sentito da un suo intervento questa mattina al radio giornale.

In altre parti del mondo si farà magari anche questo (magari), ma si incentivano anche i mezzi di trasporto pubblici, e quelli alternativi a basso impatto ambientale come la bicicletta.




Basta dare una occhiata al video (in inglese) di Current TV, in cui essenzialmente si dice che in USA sta prendendo piede l'incentivazione monetaria all'uso della propria bicicletta, sia da parte di enti privati che pubblici. Per maggiori dettagli, consultare la mia fonte di informazioni.

Se ognuno pensasse con la propria testa, penso che condivideremmo tutti il fatto che è meglio in bici che in auto, e con un po' di buona volontà si risolverebbero tutti i piccoli problemi come il fatto di sudare un po'.

Ma più che altro deve esserci la volontà politica: servono infrastrutture (zone riservate e con precedenza ai ciclisti soprattutto agli incroci, possibilità di parcheggiare la bici in modo sicuro) e servono incentivi, e mi domando se sia lecito il fatto che la Regione Lombardia sovvenzioni con le nostre tasse il ricambio del parco automobilistico, e non faccia nulla per l'incentivazione della bici.

Teniamo botta.

lunedì 8 settembre 2008

"Io così vado ovunque, tutti i giorni"

Questo inizio di lavoro mi ha visto in sella alla mia fidata "Spillo viola". Avendo montato il portabiciclette sull'automobile, ho parzialmente risolto il problema di portarmi in giro la bici e i bambini al mattino a scuola. Ecco la mia bici appena fuori dall'asilo nido del piccolo, pronta a raggiungere la stazione. Notare lo zaino con il computer fissato al portabagagli posteriore.

Qui si vede la bici sul treno. Questa foto mi piace particolarmente, perché mi dà l'idea di una grande libertà di movimento pur rimanendo a basso impatto ambientale. La bici è in un vagone passeggeri perché il treno per Milano delle 08:53 da Osnago non ha il vagone predisposto come invece dovrebbe avere, comunque per come la fisso non dà eccessivamente fastidio, perché comunque la gente riesce a giarle intorno e il passaggio non è ostruito.

Questa l'ho scattata pedalando tra la stazione di Porta Garibaldi e la mia destinazione di via Bisceglie (circa 8,5 km): ho cercato di riprendere il negozio di Zanazzi, celebre riparatore e costruttore artigiano di cicli, scoperto da un link di qui. In questo punto via Solari sta per sfociare in piazza Napoli e diventare via Giambellino.

Qui sono arrivato a destinazione, e la bici è legata alla cancellata del mio cliente. Faccio notare che una catena chiude telaio, ruota posteriore (si vede) e sella (non si vede ma c'è un piccolo filo d'acciaio che assicura anche la sella al catenone). Un lucchetto a "U" invece assicura la ruota anteriore al telaio. Sicuramente faccio un po' di fatica a portarmeli in giro, ma spero siano dei deterrenti sufficienti per dei ladruncoli anche un po' attrezzati.

Ecco la bici nuovamente sul treno al ritorno, anche se non nella stessa giornata delle foto più sopra. Avete notato una evoluzione rispetto allo scorso anno (anche se la qualità delle foto del vecchissimo cellulare è pessima)? Ho cambiato entrambi i copertoni (e 1 camera d'aria), ho aggiunto un campanello "dling-dlong" che funziona come quelli di una volta, ho messo una nuova lampada anteriore alla base dello sterzo (togliendo quella a "proboscide" dal manubrio) e una luce posteriore fissata al portapacchi (togliendo quella dalla sella).

Mi rimane una sola cosa da fare: mettere dei parafanghi che mi riparino veramente dagli schizzi, perché quello posteriore quando piove non serve a nulla.

P.S. Il titolo l'ho "rubato" a Giorgio Stagni, che in queste ore sta riaprendo il suo sito web, di cui abbiamo sentito tanto la mancanza. Bentornato Giorgio.

domenica 10 agosto 2008

Ruzzolone in bicicletta


Mi inserisco anche io nella storia senza fine se sia meglio il casco per bici obbligatorio per legge o meno, di cui ho letto di recente un nuovo capitolo.

L'altro giorno percorrevo con Gabriele via Marconi qui a Viserba, e una buca sulla strada lo ha colto di sorpresa: ha perso il controllo del mezzo e ha fatto un serio capitombolo. Se l'è cavata con un grande spavento e un colpo al costato dato sul manubrio, fortunatamente non ha perso la voglia di pedalare, anzi. Mi domando che cosa sarebbe successo se nell'incidente avesse coinvolto il suo capo e fosse stato senza casco.

Penso che sia meglio sempre mettersi il casco. Ma non riuscirò a convincere mia nonna.

giovedì 7 agosto 2008

Pedalando 60 anni fa


In questi giorni di ferie a Viserba, ho chiesto alla mia nonna di parlarmi delle volte in cui andava in giro in bicicletta, anni fa (ci va anche adesso, per intenderci, ma ero interessato di più al tempo che fu). La bicicletta era l'unica maniera che la maggior parte delle persone aveva per muoversi.

La mia nonna mi ha raccontato che durante la guerra (la II guerra mondiale) andava fino ad una fabbrica a S. Marino per procurarsi il sapone (23 Km circa), o raggiungeva i suoi familiari a Bellaria (12 Km Circa).

Il nonno di Elena andava da Milano a Voghera (64 Km circa) o a Suno (66 Km circa) a trovare i propri parenti, quasi tutte le settimane. Ho visto la bicicletta del nonno, una cinelli con i freni a bacchetta che non ha nemmeno un punto di ruggine.

Questa è uno dei rari casi in cui penso che per certi versi si stava meglio anni fa rispetto ad ora.

Immagine tratta dal film "Ladri di Biciclette" di De Sica.

lunedì 14 luglio 2008

Si va a prendere il latte



Ecco una breve dimostrazione visuale di come si procede a prendere il latte alla spina. Vediamo in azione il grande, mentre il piccolo fa una fugace apparizione verso la fine.

Ciclisti si diventa...

venerdì 11 aprile 2008

Primavera & bici


La primavera è alle porte, e la stagione ciclistica sta per iniziare. Ovviamente intendo il fatto di girare per Milano in bicicletta. Spero di avere risolto il problema di portarmi la bici in auto mentre accompagno i bambini a scuola, prima di salire sul treno. Altrimenti è come se buttassi alle ortiche il mio abbonamento annuale della bicicletta.

Nei prossimi giorni, appena terminata questa pioggia primaverile, ...

lunedì 24 marzo 2008

Armi improprie

Riprendo un post di Alessio: occorre considerare le automobili alla stessa stregua delle armi, perché esse sono tali, e provocano migliaia di vittime ogni anno. Pensate alle sole segnalazioni passate sui telegiornali in questi giorni. Io mi ricordo che è stata la prima cosa che mi ha detto mio padre quando ho fatto la patente a 18 anni.

Inoltre, le auto trasformano le persone, che diventano preda degli istinti più bassi e gretti. In rete ci sono tante testimonianze di questo fatto, alcuni esempi che ho letto si trovano sul blog di critial mass (qui ma anche qui).

A mio avviso occorre:


  • modificare le leggi che governano la concessione della licenza (patente di guida), introducendo esami psichici di idoneità alla guida;

  • inasprire i controlli, soprattutto sui limiti di velocità; dare più risorse a chi deve fare i controlli;

  • vietare la pubblicità delle auto, o meglio farle accompagnare slogan che ricordino che le auto sono armi improoprie, e che esistono modalità di trasporto alternativo più rispettosi della vita e dell'ambiente;

Soprattutto occorre una presa di coscienza collettiva, perché bisogna sostituire il trasporto privato con quello pubblico. L'Italia è il paese in Europa con il più alto rapporto tra numero di automobili e numero di persone, e il motivo è che l'offerta di trasporto pubblico è carente, a differenza di altri paesi europei.

Oggi è la giornata della bici in treno: le bici viaggiano gratuitamente. Provatela anche voi, vi divertirete.

domenica 2 marzo 2008

Ferrovie dimenticate



Oggi, Domenica 2 Marzo, si celebra la prima giornata nazionale delle ferrovie dimenticate. La confederazione di associazioni che ha promosso l'iniziativa, si prefigge tra gli altri anche lo scopo di recuperare le infrastrutture di trasporto dismesse, tra cui appunto le ferrovie non più in uso.

Queste ferrovie sono un patrimonio che dovrebbe essere riattivato più che recuperato, ma le logiche economiche che purtroppo ci governano (ma ancora per quanto?), non potrebbero avallare una simile iniziativa; allora può essere temporaneamente meglio riadattarle a pista ciclabile, nel breve periodo si riesce a goderne (come ha fatto LoveBike) senza comprometterne lo scopo originale.

Mettere nel dimenticatoio una ferrovia significa gettare alle ortiche un investimento che i nostri avi hanno fatto per offrire un servizio di trasporto sicuramente più rispettoso del futuro dei nostri figli rispetto a quello su gomma. Purtroppo anche il luogo dove ho trascorso la mia infanzia è stato soggetto alla dismissione di una tratta ferroviaria, la Castellanza-Valmorea-Mendrisio, che corre per un buon tratto lungo la Valle Olona, ma con grande piacere ho scoperto che tale tratta è tutt'altro che dimenticata.

Foto: dal sito degli Amici della Ferrovia Valmorea.

venerdì 15 febbraio 2008

Il senso della misura


Quando si esagera a carnevale, può non essere un problema, ma quando si esagera tutto l'anno allora il problema c'è.
Faccio un esempio proprio di questi giorni. Il sindaco di Londra ha quasi raddoppiato il costo del biglietto di ingresso in città per i SUV, e per me ha fatto benissimo, ma avrebbe dovuto farlo per tutti i veicoli. Io non sono contro i SUV, sono contro i SUV e tutte le auto in città.

Il senso di comprare un SUV come mezzo di trasporto cittadino, lo trovo solo nella testa di quelle persone che lo guidano: hanno perso il senso della misura, e vogliono appagare il loro ego infantile, che bada solamente al "sé" e non pensa al danno altrui.

Il problema non sono i SUV, è del trasporto in generale e della cultura basata sui motori che ci propinano continuamente. Bisognerebbe cominciare a pensare un po' con la propria testa.

venerdì 25 gennaio 2008

Incentivazioni alla bicicletta


La bicicletta è il mezzo di locomozione del futuro, e la soluzione immediata al problema del traffico in molte città. Se si vuole che la gente usi la bicicletta, occorre incentivarla.

Non sono riuscito a verificare la notizia, ma la riporto ugualmente: l'Amministrazione di Norvegia delle strade pubbliche, nell'ambito di una strategia ambientale di ampio respiro, premierà chi usa la bicicletta per recarsi al lavoro, con una settimana di ferie in più all'anno.

Ma se lo fanno in Norvegia, perché non possiamo farlo noi, che a clima siamo messi decisamente meglio? E soprattutto, se lo fanno i nostri nonni, perché non possiamo farlo noi? Ogni mattina un paio di anziane signore del mio paese alle 7:15 sono in giro a pedalare per le strade del paese.

Ogni volta che le vedo, mi vergogno un po'.

giovedì 10 gennaio 2008

3 biciclette

Questa sera il Milano-Lecco delle 18:35 da Porta Garibaldi aveva il comparto riservato alle biciclette in testa al treno. Ho potuto notare ben 3 (tre) biciclette saldamente ancorate agli appositi sostegni.

Una era una Bianchi con un bel telaio celeste corsaiolo, poi una Rossignoli e infine una bici del Decathlon. Si vedeva che erano bici usate da pendolari abituali: erano dotate di opportuni lucchetti e tutte dotate di parafango (anche la Bianchi).

Ma allora non sono solo io il matto.

lunedì 24 dicembre 2007

Un'alleanza globale per la mobilità eco-compatibile

Rilancio volentieri la notizia del 21 Dicembre che l'European Cyclists' Federation, da Bali, ha chiesto a tutti di impegnarsi perché la classe politica favorisca con atti concreti il trasporto a propulsione muscolare (v. in fondo il video).

In sintesi, poiché "il settore trasporti è uno dei maggiori responsabili del cambiamento climatico (...), invece di aspettare nuove costose tecnologie che dovrebbero ridurre le emissioni di CO2, i politici dovrebbero concentrarsi meno sull’auto e più sulla bicicletta".

Abbiamo già una soluzione concreta, la bicicletta, perché non applicarla subito in attesa di trovare altre soluzioni? La bicicletta sarebbe efficacissima, in quanto gli studi rivelano che nell'Unione Europea il 50% dei percorsi automobilistici sono sotto i 5 km, distanza alla portata dei velocipedi.

Babbo Natale a Gabriele porterà una bicicletta senza rotelle.




L'appello del Presidente di ECF Manfred Neun.

domenica 16 dicembre 2007

La mia bicicletta lavorativa


Ho pensato di illustrare come mi sono organizzato con la mia bicicletta, sperando da una parte di essere utile a qualcuno, e dall'altra di ricevere qualche suggerimento.

la mia biciclettaQuesta è la mia bicicletta, una Bianchi modello "Spillo Viola" di una quindicina d'anni fa. Si conduce molto bene, ma ha il difetto che su certe combinazioni di rapporto (quelli con la catena non parallela rispetto al telaio), sotto sforzo, si batte un colpo, come se la catena saltasse un dente della corona.

Come deterrente ai più comuni tipi di furto (intera bici, ruota anteriore, sella), ho dotato la bici di alcuni meccanismi di sicurezza. Innanzitutto, ho un lucchetto in una spessa corda d'acciaio, che però uso meno perché si può recidere facilmente con l'opportuna cesoia. Ho inoltre un secondo lucchetto, in cui la catena è fatta di una alternanza di piccoli cilindri e sfere, molto resistente alla rottura: porto entrambi i lucchetti avvolti attorno al manubrio, badando che non impediscano la sterzata. Infine, ho pure un lucchetto a "U", il più resistente tra tutti, che porto agganciato al tubo del cannotto della sella (v. foto).

Quando parcheggio, assicuro il telaio e una ruota ad un elemento fisso (cancellata, rastrelliera, palo), utilizzando il lucchetto a "U". Con l'altro lucchetto invece assicuro la seconda ruota al telaio o ad un altro elemento fisso, infilando anche il cappio del cavo d'acciaio che assicura la sella (v. foto). Purtroppo rubano tutto quello che è possibile portare via, e la sella e la ruota anteriore sono soggette ai furti per la facilità con cui si possono estrarre.


Le selle da corsa non sono idonee per l'utilizzo pendolare, le trovo troppo sottili per essere usate con dei pantaloni normali senza rinforzo. Ho fatto allora montare una sella molto comoda e relativamente morbida, con la quale faccio anche dei percorsi abbastanza lunghi senza difficoltá. Per essere ben visibile soprattutto di sera, ho predisposto un fanale anteriore a luce bianca e una luce rossa posteriore, alimentati da una dinamo, in modo che quando servano siano sempre disponibili. Ho sempre trovato eccessivamente pesante girare con la dinamo in funzione, ma quella di cui è dotata la mia Spillo è veramente leggera. Per trasportare la borsa del lavoro, ho fatto montare il portapacchi posteriore. In un negozio specializzato ho comprato gli idonei elastici, e con essi fisso la borsa del lavoro (il computer) al portapacchi.

Io e questa bicicletta saliamo sui treni regionali della Lombardia, con destinazione Milano. Talvolta è più difficile del solito viaggiare, perché nonostante ci sia il vano destinato alle biciclette, esso è chiuso o non agibile. L'ultima volta, il 13 Dicembre, sul 19:29 da Monza per Lecco, ho avuto anche la possibilità di chiedere al capotreno di aprirlo, e mi ha risposto che la porta non si riusciva ad aprire. Che tristezza.

sabato 15 dicembre 2007

In sicurezza

Per incrementare l'uso della bicicletta, la maniera migliore è dare l'esempio e investire nelle sue infrastrutture (piste ciclabili, segnaletica, rastrelliere, servizi di custodia e vigilanza, ...). All'Amministrazione Pubblica esse costano sicuramente meno delle infrastrutture per le automobili, e la gente le usa, come tutte le cose di pubblica utilità. Per esempio, oggi sono passato dalla stazione MM3 di San Donato Milanese, e sono rimasto sorpreso nel vedere quanto fossero stracolmi di biciclette i 4 parcheggi con rastrelliere antistanti la stazione.

Uno dei deterrenti all'uso della bici è indubbiamente il pericolo di incidenti. In questo però la tecnologia può aiutare. A Copenhagen, oltre a raddoppiare i soldi investiti in infrastrutture per biciclette (da 10 M€ a 20 M€) stanno per sperimentare una semplice maniera per avvertire gli autisti che un ciclista è in arrivo, facendo lampeggiare un diodo luminoso annegato nell'asfalto. A Grenaa, in Danimarca, con l'aiuto della tecnologia RF-ID, realizzano il sensore che fa scattare il meccanismo di avviso (luce lampeggiante), senza dover rompere l'asfalto.



Quando avremo questa attenzione per la mobilità sostenibile anche in Italia?

P.S. nella foto in alto, una bicicletta di servizio all'interno dell'edificio all'aeroporto di Francoforte.

lunedì 3 dicembre 2007

Treno più bici per Milano


Come promesso, riporto le prime impressioni dall'uso della bici per girare in Milano, una volta sceso dal treno. Sto provando ad andare al lavoro a Milano in bicicletta, partendo da una stazione vicino casa mia distante 35 km da Milano.

La bicicletta. Ho fatto mettere a posto dal ciclista una vecchia MTB Bianchi di una quindicina d'anni fa, modello "spillo viola": ho fatto montare parafanghi, luci anteriore e posteriore con dinamo, portapacchi, nuova sella più morbida, e ho fatto verificare la meccanica. Pensavo che sarebbe stato meglio utilizzare questa bici al posto della mia nuova, per evitare rimorsi in caso di furto. Usandola, invece, mi sono reso conto che pedalo meglio rispetto alla mia.

Il treno. Non è affatto agevole il viaggio in treno. Quando va bene, c'è lo spazio riservato, ma quando va male c'è il treno a 2 piani che di fatto non ha posti riservati per le biciclette, e la convivenza con i passeggeri diventa difficile. Nelle stazioni devo portarmi su e giù la bici per le scale dei sottopassaggi, non esistono facilitazioni (ma come fanno le persone in carrozzina? vergogna!), e cambiando treno come mi succede almeno 1 volta per tratta, la cosa diventa frustrante per me e fastidiosa per i passeggeri intorno.

Lucchetti. Mi sono attrezzato per la sosta in città. Ho con me 3 lucchetti, di cui uno a "U" e un altro per moto (presi al Decathlon), ma ne utilizzo di solito 2. Lego sempre insieme il telaio e le ruote, e il tutto lo fisso a qualche rastrelliera. Per evitare il furto della sella, in un negozio specializzato ho trovato un cavo d'acciaio che ho fatto passare attraverso i binari della sella, e non dimentico mai di fissarlo con il lucchetto anch'esso.

Ci vuole tanta forza di volontà per resistere con la bicicletta, e io stesso non sempre riesco ad andarci. Ma quando ci riesco, è veramente bello girare per Milano in bicicletta, soprattutto quando c'è il bel tempo come in queste giornate, per arrivare in luoghi come Bonola e dintorni, la nuova sede della mia ditta.

P.S. nella foto: in bici per San Francisco

mercoledì 14 novembre 2007

Nota bene su San Francisco

Ho affittato la bici per una settimana, e mi diverto ad andare in giro per la città cercando di osservarla nelle sue peculiarità. In questi giorni ho notato queste cose che mi hanno colpito particolarmente.

Tutti in fila. Ho visto una coda di più di 20 persone, in fila per uno, attendere pazientemente il loro turno per salire sugli autobus.

Ad ogni quartiere il suo povero. A chinatown anche i poveri erano cinesi. Nel resto della città, i poveri sono sia neri che bianchi, ma niente cinesi.

Tram meneghini. Ho visto parecchi tram di Milano, con la croce rossa in campo bianco, tipica della città meneghina. Questi tram, assieme ad altri di varie città americane e del mondo, sono stati regolarmente acquistati dalla compagnia dei trasporti della città, quando sono stati dismessi dai rispettivi luoghi d'origine. Mi fa pensare il fatto che in San Francisco riusino (una delle mie parole preferite) e riutilizzino quello che da altre parti è stato giudicato non più utile.

Niente tag. La città è incredibilmente pulita ai muri, non ci sono i violenti scarabocchi a pennarello nero (i tag) che infestano Milano e troppe altre città d'Italia.

Piste ciclabili. La città è piena di piste ciclabili, che corrono ai bordi delle strade, consentendo una certa rapidità in elevata sicurezza per il ciclista.

Strisce pedonali. Riesco ad attraversare le strade sulle strisce pedonali con le auto che si fermano per farti passare.

Autobus pubblici con portabiciclette. Tutti gli autobus pubblici a San Francisco hanno, fissato al muso poco sopra il paraurti, un telaio nero pieghevole. Se non ci sono biciclette, rimane piegato sul muso. Con biciclette, è aperto a "L" e le bici stanno comodamente alloggiate. Penso che ci stiano 4 o 5 biciclette al massimo, ma è lodevole l'iniziativa.

Segnaletica stradale. Le corsie preferenziali per le biciclette e le piste ciclabili sono delimitate dalla classica segnaletica orizzontale, che qui è anche accompagnata da quella verticale composta da bei cartelli con sfondo giallo, molto bene evidenti.

Rastrelliere. Per la città ho notato parecchire rastrelliere a "U" capovolta, a cui possono essere ancorate le biciclette con lucchetti.

I "senza tetto" in bici. Ho visto molte persone senza dimora (i "barboni") accompagnare per mano la propria bicicletta carica all'inverosimile delle loro povere cose.

Tutta l'attenzione che la città ripone verso i ciclisti viene ripagata dalla loro presenza consistente e silenziosa: a partire dal mattino presto fino alla sera tardi, a volte in gruppo ma più spesso da soli, uomini e donne in bicicletta attraversano la città, senza farsi spaventare dall'andamento erto di certe strade.