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martedì 24 giugno 2008

L'equilibrio del sistema


Lo si studia in tutte le scuole, ma nei nostri governi sembra che nessuno sia andato a scuola, o per lo meno sembra che se lo siano dimenticato: un sistema, qualunque sistema, per essere stabile deve essere in equilibrio. Quando un sistema non è stabile, muta il suo stato tendendo comunque ad un equilibrio.

Per questo io mi arrabbio quando sento le dichiarazioni dei politici che dicono che "il paese deve crescere, facciamo queste politiche per generare più denaro, più denaro uguale più consumi, più consumi uguale paese che cresce", perché offendono le persone raccontando delle fandonie.

La crescita infinita non è possibile, non è sostenibile nemmeno eticamente perché le risorse di questo pianeta sono finite (tranne quelle basate sul sole, si intende).

La ricetta per sopravvivere è una sola: arrivare all'equilibrio e mantenerlo, governare l'equilibrio, facendo sì che il sistema in cui viviamo si autosostenga. Tutto quello che consumiamo deve essere in qualche maniera rimpiazzato, altrimenti comunque il sistema arrivrà ad un equilibrio, ma non ci piacerà per niente.


Fonte immagine: Entropia

mercoledì 6 febbraio 2008

Tetra Pak? A me non piace


Se osservo la parte di rifiuto indifferenziato che produciamo in famiglia, la maggior parte del suo volume è dato da pannolini e da contenitori di Tetra Pak.

Dal sito web della casa madre, il Tetra Pak sembra poter essere riciclato in cartiera per la parte di carta (70%), oppure generare compost o tipi di carta (Cartalatte e Cartafrutta). La parte plastificata può diventare Ecoallene, un materiale con cui confezionare piccoli oggetti. Dalle mie parti purtroppo il Tetra Pak finisce tra gli indifferenziati, e penso vada ad un inceneritore.

Dal sito di Tetra Pak, in una sezione apposita, leggo l'elenco dei comuni che raccolgono in maniera differenziata i cartoni per bevande, che a Settembre 2007 coprono il 29% della popolazione. Quello che però non trovo è il costo energetico dell'operazione di riciclo del Tetra Pak; è mia opinione strettamente personale che rispetto ad un contenitore (di vetro, alluminio o ...) riusabile, che viene poi riusato, il costo energetico del riciclo del Tetra Pak sia molto maggiore.

Ma fino a quando il Tetra Pak non c'era, non bevevamo ugualmente latte e succhi di frutta? Abbiamo avuto "bontà protetta" in più, ma ci siamo caricati di ulteriori rifiuti da smaltire in un modo o nell'altro.

Foto: dal sito web di Tetra Pak

lunedì 4 febbraio 2008

Riuso elementare


Uno dei metodi migliori per salvaguardare il nostro futuro e quello delle persone che ci seguiranno, è il riuso delle cose che abbiamo. La cultura dell'usa&getta, come ho già detto, deve finire prima o poi.

La cosa che potremmo riusare nella maniera più semplice e immediata sono i contenitori di vetro. Ogni volta osservo i contenitori vuoti destinati alla campana del vetro vicino a casa (vuoti per marmellata, per passata di pomodoro, per sottolii), e mi domando il perché di tutto questo spreco. Perché usare energia per rifondere un vetro che abbiamo già pronto? Nella mia follia ho scritto anche ad un noto supermercato: sarebbe il luogo ideale per scambiare contenitori pieni con contenitori vuoti. Quando si va a fare la spesa, si potrebbero riportare al supermercato i vuoti di vetro, che riprenderebbero poi la strada delle fabbriche attraverso gli stessi camion che arrivano pieni.

Il bello è che un tempo lo facevamo già, almeno per le bottiglie di vetro dell'acqua, io me lo ricordo!

Nella Foto: Tony Feher "Four glass bottles with marbles", 1996

mercoledì 16 gennaio 2008

Acqua dal rubinetto


Nella zona dove abito l'acqua del rubinetto risulta essere particolarmente buona. Sono andato nel mio Comune, qualche mese fa, e mi sono fatto dare le analisi dell'acqua che circola nell'acquedotto, e qualche notizia sui punti da dove viene prelevata.

L'acqua del mio comune arriva da due pozzi che pescano dalla falda acquifera a ridosso dell'Adda. L'acqua prelevata dal pozzo più a nord risulta potabile senza alcun trattamento, quella del secondo pozzo (che mi arriva poi a casa), subisce un trattamento ai raggi ultravioletti e al cloro, comunque molto leggero tant'è vero che non si percepisce nulla al palato. La cosa importante comunque è che è acqua potabile che rientra nei severi parametri di potabilità previsti della legge, non già per deroga.

Da qualche mese non usiamo più acqua minerale in bottiglia, e il nostro "sacco dei rifiuti secchi" viene portato in strada per il ritiro una volta ogni 2 o 3 settimane (ma spero di ridurlo ancora di più).

Quant'è fresca l'acqua in questi giorni! Fosse così fresca anche in estate ...

lunedì 24 dicembre 2007

Un'alleanza globale per la mobilità eco-compatibile

Rilancio volentieri la notizia del 21 Dicembre che l'European Cyclists' Federation, da Bali, ha chiesto a tutti di impegnarsi perché la classe politica favorisca con atti concreti il trasporto a propulsione muscolare (v. in fondo il video).

In sintesi, poiché "il settore trasporti è uno dei maggiori responsabili del cambiamento climatico (...), invece di aspettare nuove costose tecnologie che dovrebbero ridurre le emissioni di CO2, i politici dovrebbero concentrarsi meno sull’auto e più sulla bicicletta".

Abbiamo già una soluzione concreta, la bicicletta, perché non applicarla subito in attesa di trovare altre soluzioni? La bicicletta sarebbe efficacissima, in quanto gli studi rivelano che nell'Unione Europea il 50% dei percorsi automobilistici sono sotto i 5 km, distanza alla portata dei velocipedi.

Babbo Natale a Gabriele porterà una bicicletta senza rotelle.




L'appello del Presidente di ECF Manfred Neun.

giovedì 6 dicembre 2007

Cialde usa&getta



L'usa&getta non ha futuro, e noi faremmo bene a liberarcene il prima possibile. Nel nostro piccolo dobbiamo privilegiare l'acquisto di beni di consumo durevoli, riparabili, riusabili, con poco imballaggio.

Questo mio post è dedicato ad una moda dilagante e secondo me delirante, quella di fare il caffè (e non solo) attraverso cialde monouso. Un caffè = 1 cialda. Un tè = 1 cialda. Un po' di plastica che ulteriormente va a depauperare il nostro mondo. Pensate a quante vagonate di queste cialde vengono utilizzate e quindi gettate via nel cestino ogni minuto, verso un probabile inceneritore o una discarica. La soluzione? Una bella caffettiera classica quando possibile, o l'uso di una macchinetta classica stile quella del bar, con il filtro caffè da ricaricare ogni volta e da sciacquare dopo l'uso. E rispetto alla cialda è meno peggio anche la macchina da caffè da ufficio classica, grande come un frigorifero, con il bicchierino di plastica o di cartone da gettare alla fine.

L'usa&getta finirà, e noi nel frattempo quanto male ci saremo fatti?

sabato 3 novembre 2007

Capolinea?


Pensavo di riprendere i discorsi sui miei bambini, ma in questi giorni stanno succedendo cose troppo brutte, che incideranno pesantemente sulla vita nostra e delle future generazioni.

Ieri (2-nov-07) sul Corriere della Sera, a pagina 26, l'articolo di Gabriele Dossena riporta queste parole: «(...) nel 2007, per la prima volta, la produzione di petrolio risulterà inferiore all'anno precedente. (...)»

Abbiamo raggiunto il picco di produzione. Ma il problema non è tanto questo, il vero problema è che lo sapevamo da almeno 70 anni e non abbiamo colpevolmente fatto nulla. Non esiste una vera alternativa al petrolio, non siamo pronti per farne a meno. L'uso intensivo di alternative per la produzione di energia elettrica (mulini a vento, pannelli fotovoltaici, energia idroelettrica, ...) potrebbe spostare di qualche anno l'inizio del periodo buio. Occorre che ci si metta tutti insieme e si trovi una soluzione.

In questo scenario, l'Italia è sempre il fanalino di coda. In Danimarca tra qualche anno sperano di arrivare al 50% dell'energia elettrica prodotta da mulini a vento. Noi arranchiamo.

Arriveranno anni difficili. Prepariamoci.

mercoledì 31 ottobre 2007

Come un tubetto di dentifricio

In questi giorni ho avuto una piacevole conversazione con un neo assunto in azienda riguardo il futuro del nostro pianeta, di cui talvolta parlo, e sono stato felice di constatare che, a differenza di molti altri ragazzi, egli ne sapeva proprio tante. Se questi sono i nostri ragazzi, forse qualche speranza di attutire bene il colpo che arriverà, c'è ancora.

Tra le cose di cui mi ha parlato, ecco i due concetti fondamentali su cui insisto molto anche io, e che dobbiamo sempre tenere ben presenti:

(1) molto riuso e poco riciclo;
(2) le risorse della Terra sono limitate.

Il riuso è la prima parola chiave. Non possiamo più permetterci di buttare via cose che possono essere ancora utilizzate. Per esempio, il vetro. Un tempo ricordo che le bottiglie di vetro venivano raccolte per il riutilizzo, non si pensava minimamente di romperle. Perché adesso tutte le bottiglie, anche di tipologie differenti, vanno insieme rotte in una campana? Questo è uno spreco inutile di energia che verrà impiegata per rifondere il vetro e creare nuovi artefatti di qualità di vetro inferiore. Ancora: le nostre discariche sono piene di cose che avrebbero meritato un miglior uso.

L'altra parola chiave è che stiamo arrivando al capolinea. Penso al pane che stanno togliendo di bocca alle persone per produrre biocarburanti, alla foresta amazzonica che stanno depauperando per un pugno di cereali per automobili. E non solo.

Il mio neo collega ha espresso proprio bene il concetto: stiamo spremendo la Terra come un tubetto di dentifricio, che presto finirà.