giovedì 6 dicembre 2007

Cialde usa&getta



L'usa&getta non ha futuro, e noi faremmo bene a liberarcene il prima possibile. Nel nostro piccolo dobbiamo privilegiare l'acquisto di beni di consumo durevoli, riparabili, riusabili, con poco imballaggio.

Questo mio post è dedicato ad una moda dilagante e secondo me delirante, quella di fare il caffè (e non solo) attraverso cialde monouso. Un caffè = 1 cialda. Un tè = 1 cialda. Un po' di plastica che ulteriormente va a depauperare il nostro mondo. Pensate a quante vagonate di queste cialde vengono utilizzate e quindi gettate via nel cestino ogni minuto, verso un probabile inceneritore o una discarica. La soluzione? Una bella caffettiera classica quando possibile, o l'uso di una macchinetta classica stile quella del bar, con il filtro caffè da ricaricare ogni volta e da sciacquare dopo l'uso. E rispetto alla cialda è meno peggio anche la macchina da caffè da ufficio classica, grande come un frigorifero, con il bicchierino di plastica o di cartone da gettare alla fine.

L'usa&getta finirà, e noi nel frattempo quanto male ci saremo fatti?

3 commenti:

sussurro ha detto...

Sono perfettamente d'accordo! io e mio marito stiamo cercando una nuova macchina espresso per sostituire la nostra (a polvere) che si è guastata, e con costernazione abbiamo scoperto che ormai tutti i produttori stanno passando alle macchine a cialde. Il motivo è banale: il bussiness si trasferisce sulla vendita delle cialde, rigorosamente dedicate, ed il prezzo del caffè aumenta di 5 volte!!! 1 kg di caffè in cialde viene venduto a ca. 42€ (1 cialda=7 gr=ca 0.30€)contro i ca. 8€ di un kg di caffè in polvere di ottima qualità. E il bussiness è tale che la Nestlè si può permettere di aprire boutique nei centri delle grandi città solo per la vendita delle cialde!!Sono in arrivo anche in Italia, la marca è la Nespresso.
Ma al di là della spesa per il consumatore, la cosa più deprecabile, come dici tu, è la fonte di inquinamento rappresentata dall'inutile packaging plastica+alluminio. Mentre il senso civico di rismarmio e salvaguardia dell'ambiente finalmente attecchisce sempre di più (più che altro in nord Europa, in Italia purtroppo c'è ancora molto da fare)si lanciano nuovi prodotti assolutamente demenziali come le cialde monouso!!! facciamo più antipubblicità possibile!!

cofeeman ha detto...

Avete ragione entrambi, costa di più e inquina.
Se permettete vorrei aggiungere alcuni particolari, premetto che vendo caffè, sfuso e in cialde, il mercato attulmente offre varie forme e tipologie di cialde, quella in plastica rigida o morbida e le cialde in carta alimentare.
Il prezzo è maggiore rispetto al kg perchè viene macinato,pesato (7gr) e confezionato singolarmente in atmosfera protetta.
Il caffè è un prodotto molto delicato, una macinatura più grossa o fine cambia notevolmente il gusto, la pesatura a 7 gr viene fatta per evitare uno spreco e un'abuso del caffè, ricordiamoci che non bisogna esagerare,nella moka lo mettiamo ad occhio, credetemi, mettete quasi il doppio del caffè, altrimenti si possono avere seri problemi, tipo ipertensione, poi vengono confezionate in azoto per conservare il profumo e il gusto, il caffè è come il pane, il giorno dopo si può mangiare, ma non ha lo stesso gusto.
Tra cialda in plastica o carta, Io scelgo carta perchè il caffè viene estratto ad una temperatura di 100 gradi, sarà plastica alimentare, però....inoltre la cialda in carta è completamente biodegradabile, quindi va sull'umido e l'altra va sul non riciclabile.
Il packing delle cialde è sempre in plastica e come sappiamo tutti, se si fa una buona raccolta differenziata, si ricicla al 100%.
La comodità si paga, però in due minuti si fa un caffè, non si sporca ed è sempre buono, visitate www.viavenezia.it e vedrete.
Ciao Maurizio

Papà Volontario ha detto...

cofeeman, non sono d'accordo con quanto tu affermi: per un buon caffé posso anche produrre dei rifiuti ulteriori? Ma perché? Soprattutto sono convinto che nessuno, nemmeno tu, riesca a distinguere un caffé fatto con il macinato aperto da 5 minuti e con quello aperto da un giorno. E' comodo, concordo, ma quanto costa alla collettività questa comodità?