giovedì 5 gennaio 2012

I consumi di Marchionne

Da questo articolo di Repubblica leggo che FIAT aveva un obiettivo ecologico con il governo statunitense: "La produzione di un'auto in grado di percorrere 40 miglia con un gallone di benzina (circa 16 chilometri con un litro)". Al di là del fatto che credo che la tecnologia oggi consenta di fare ben di più come prestazioni, il pensiero va al Freemont della FIAT, venduto in Italia, che fa più o meno 10 km con un litro, così come altri "eco-mostri" della nuova linea della Lancia. Un tempo la FIAT con la UNO faceva auto risparmiose, dov'è finita quella FIAT fatta di persone che sposavano la produzione con le esigenze delle persone?

venerdì 16 settembre 2011

Camilla Läckberg - La Principessa di ghiaccio

Ho terminato da qualche giorno questo primo successo internazionale della Läckberg. Partendo dall'omicidio della sua vecchia amica di infanzia, la protagonista Erica Falck e il poliziotto Patrik Hedstrom indagano, scoprendo le scomode verità celate dietro l'apparente normalità delle persone dell'isola di Fjällbacka, in Svezia, durante il periodo invernale.

Parallelamente alle vicende legate all'omicidio, si dipanano le storie di altri personaggi a contorno dell'indagine, come i parenti della vittima, o anche alcuni simpatici vecchietti che si rifanno la vita al caldo sole della spagna, o il comandante della stazione di polizia. La stessa protagonista vive con sofferenza le tragiche vicende familiari della sorella minore, a cui il marito fa violenza senza che inizialmente si ribelli, e contemporaneamente vive la propria storia d'amore con Patrik. Ci sono un bel paio di colpi di scena finali, in cui tutto quanto è successo viene spiegato. Come per il precedente che ho letto (Il Predicatore), anche per questo ho intuito l'epilogo, sebbene fosse comunque molto più complesso di come me l'immaginavo.

La lettura è molto scorrevole, e la scrittrice ci porta sempre più dentro l'indagine, come se fossimo noi in prima persona a raccogliere gli indizi. Si indugia spesso sui pensieri dei vari protagonisti, delineando chiaramente gli aspetti psicologici, creando personaggi netti con una chiara personalità.

Il romanzo è bello e mi è piaciuto.

p.s. comunque Maigret è ancora insuperato

martedì 2 agosto 2011

assenza ingiustificata

Il sito di Repubblica ha riportato che l'on Lupi avrebbe organizzato il viaggio in terra santa per i parlamentari italiani durante la prima settimana di settembre; questo fatto comporterà uno slittamento di 1 settimana per la riapertura del Parlamento, fissato quindi il 12-settembre.

Se questo è vero, perché il viaggio è stato organizzato durante la normale chiusura dei lavori parlamentari? In questo momento di crisi era proprio necessaria la procrastinazione della riapertura dei lavori parlamentari per un viaggio? Non c'è niente di illegale in questo, ne sono certo, ma è una cosa che non si fa. Chiunque abbia un minimo di senso del dovere, e dai Parlamentari ci si aspetterebbe questo e molto di più, non avrebbe nemmeno concepito di organizzare una assenza dal luogo di lavoro durante il periodo di lavoro.


Sono proprio senza parole e senza speranza.

P.S. ho scritto al Presidente della Repubblica per manifestare il mio sdegno, e a Lupi per chiedergli il motivo della sua organizzazione del viaggio in orario di lavoro.

sabato 21 maggio 2011

Fini la pensa come me

Molte volte mi sono immaginato il momento in cui il nostro mondo si fermerà perché lo abbiamo consumato tutto, ho sempre immaginato ad un evento dapprima lento, e poi sempre più brutale, come una valanga o una frana di sassi. Si comincia con alcune zone al mondo che non riescono più a procurarsi il cibo e poi a poco a poco tutti contro tutti. Si ucciderà per procurarsi una boccone di pane in un mondo occidentale che non sa più che cosa sia l'agricoltura. Ho sempre immaginato che si tornerà nel medioevo, e il passaggio dal mondo moderno al futuro medioevo sarà traumatico, attraverso un mare di sangue.

Questa sera ho letto l'ultimo post dal blog di Beppe Grillo, e sono rimasto sconcertato, trovando in Massimo Fini una persona che sulle conseguenze del nostro sistema di sviluppo la pensa proprio come me. Devo ammettere che il ragionamento che lui fa è molto più raffinato di quello che ho concepito io, fa dei paralleli con altre epoche.

Una differenza penso che però ci sia, lui forse è un po' più ottimista di me su come potrebbe anche evolvere il futuro.

martedì 3 maggio 2011

ci stiamo mangiando tutto!

Mentre tutti i giornali parlano dell'inutile assassinio di Osama Bin Laden, rischia di passare inosservata la notizia che i mari esauriscono il pesce.

La notizia in origine viene dal NEF, un organismo inglese che si definisce non solo indipendente, ma che mira a creare un modello di sviluppo e salute economica stabile, e proprio per questo lontana dalla logica del profitto.

Credo che quello che si dice non sia affatto da sottovalutare.

lunedì 2 maggio 2011

assassinii di stato

Credo che l'assassinio di una persona sia un fatto barbaro, non degno di "esseri umani". E questo vale sia per il terrorista, sia per un Paese come gli Stati Uniti, o l'Italia, che si professano "stati di diritto".

L'assassinio è la sconfitta del diritto, il diritto (e il dovere) a venir giudicato davanti ad un tribunale per le proprie azioni.

Così, l'assassinio di Osama Bin Laden, così come quello del figlio di Gheddafi al posto del padre, è un segno di debolezza da parte degli Stati Uniti: significa che la parola "diritto" e "democrazia" è una parola valida solo in casa loro, fuori del loro terrotorio è un far west dove vale invece la legge del terrore e del più forte, proprio quella che vorrebbero combattere.

Credo che non ci sarebbe alcuna violenza nel mondo se tutti avessero giustizia e diritti: il fatto che la violenza ci sia, significa chiaramente che fa comodo a qualcuno, forse anche proprio per combatterla con altrettanza violenza e giustificare l'ingiustificabile.

giovedì 28 aprile 2011

"La concessione del telefono" di Andrea Camilleri

Il libro racconta le vicende che accadono intorno, sia fisicamente che temporalmente, alla richiesta di Filippo Genuardi, un trentino di Vigata, per una linea telefonica ad uso privato. Filippo inoltra richiesta all'istituto sbagliato (la Prefettura), e da qui cominciano i problemi. Siamo alla fine dell'ottocento, ma la vicenda potrebbe essere ambientata ai giorni nostri, tanto sono attuali i comportamenti delle persone e le vicende narrate.

Da una parte i reali carabinieri, militari fino alle ossa, ligi alle procedure, testardi come ciucci, che scambiano Filippo per un sobillatore socialista, e tentano in ogni modo di incarcerarlo e trovare delle prove contro di lui (non ammetteranno mai l'errore, anzi ...). Dall'altra il delegato Spinoso, funzionario locale di Pubblica Sicurezza, un Montalbano del tempo, che indaga con acume, lucidità e buonsenso, sui fatti che capitano un quei giorni. Tra di loro, l'avvicendarsi di due Governi, tanta burocrazia, l'uomo d'onore e i suoi sodali, il chiarimento dei rapporti familiari di Filippo (e il perché della linea telefonica).

Non mancano i momenti di sana ilarità che fanno di Camilleri uno dei miei autori preferiti. Memorabile e spassosissima la confessione al parroco di Gaetana (Taniné), moglie di Filippo, in cui ammette che le piace "fare cose" con suo marito, suscitando l'ira del parroco perché, per la Chiesa, le "cose" sono solo per fini procreativi e la donna non deve provare piacere. Qui Camilleri si è superato soprattutto con la frase finale del parroco, a cui fa dire che il socialismo (e non solo) è contro natura.

E' un Camilleri disincantato quello che scrive, sembra che ci dica che le cose vanno male oggi così come allora: vale la pena darsi da fare per quello che si ritiene giusto, cercare di cambiare le cose, quando alla fine ti potresti ritrovere ingiustamente punito?

Tutto il libro è pieno di scene spassose e allo stesso tempo serie, e il bello di questo libro sta anche qui, in questo dualismo che stride come un Giano bifronte: la comicità delle scene descritte è spesso palese, ma le stesse scene al medesimo tempo sono serissime, e non si sa se ridere o piangere, come dicono alla fine il delegato Spinoso e il suo superiore.