mercoledì 31 ottobre 2007

Come un tubetto di dentifricio

In questi giorni ho avuto una piacevole conversazione con un neo assunto in azienda riguardo il futuro del nostro pianeta, di cui talvolta parlo, e sono stato felice di constatare che, a differenza di molti altri ragazzi, egli ne sapeva proprio tante. Se questi sono i nostri ragazzi, forse qualche speranza di attutire bene il colpo che arriverà, c'è ancora.

Tra le cose di cui mi ha parlato, ecco i due concetti fondamentali su cui insisto molto anche io, e che dobbiamo sempre tenere ben presenti:

(1) molto riuso e poco riciclo;
(2) le risorse della Terra sono limitate.

Il riuso è la prima parola chiave. Non possiamo più permetterci di buttare via cose che possono essere ancora utilizzate. Per esempio, il vetro. Un tempo ricordo che le bottiglie di vetro venivano raccolte per il riutilizzo, non si pensava minimamente di romperle. Perché adesso tutte le bottiglie, anche di tipologie differenti, vanno insieme rotte in una campana? Questo è uno spreco inutile di energia che verrà impiegata per rifondere il vetro e creare nuovi artefatti di qualità di vetro inferiore. Ancora: le nostre discariche sono piene di cose che avrebbero meritato un miglior uso.

L'altra parola chiave è che stiamo arrivando al capolinea. Penso al pane che stanno togliendo di bocca alle persone per produrre biocarburanti, alla foresta amazzonica che stanno depauperando per un pugno di cereali per automobili. E non solo.

Il mio neo collega ha espresso proprio bene il concetto: stiamo spremendo la Terra come un tubetto di dentifricio, che presto finirà.

2 commenti:

Serena ha detto...

Grazie per la visitina... no, ne ho tante altre ma non ho le bustine di zucchero di cui mi parli, mi mancano!!!! E sì che sono stata a Ferrara ad inizio maggio... :-D

Laura ha detto...

purtroppo è un'amara verità. dobbiamo trovare una soluzione o come hai detto tu: il tubetto di dentifricio prima o poi finirà.